18
03
2019
Silvia Furlani

Silvia Furlani e la sua sfida alla vita, di corsa

Intervista a cura di: Patrizia Lodi

 

Lo sport ci può educare ad accettare le sfide e a superarle.

In questo senso, lo sport è metafora della vita, che ci insegna a riconoscere e spostare il nostro limite.

Quando vogliamo realizzare un sogno, sia che consista nel chiudere una maratona, sia nel correre un chilometro, non importa, quello che conta è sapere che possiamo farcela.

Occorrono solo tanta energia e positività, secondo lo stile di Silvia Furlani.

Lo sport per lei è sfida quotidiana al superamento del limite imposto dalla malattia, sempre all’insegna del divertimento e dell’allegria.

 

Chi è Silvia Furlani?

Silvia ha 58 anni ed è una donna davvero molto speciale.

A 30 anni scopre di essere affetta da sclerosi multipla; non si lascia abbattere dalla tristezza e dalla desolazione e decide di reagire incanalando la sua rabbia proprio nella direzione contraria all’immobilità: inizia così il suo avvicinamento al mondo della corsa.

Abbiamo intervistato Silvia perché, anche per quest’edizione, La Mezza di Genova promuove per il quarto anno consecutivo il Charity Program, un programma di solidarietà che consente di associare la sfida sportiva a una sfida solidale, correndo e donando, al momento dell’iscrizione, 1€ all’Associazione no profit prescelta, tra cui appunto, anche AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).

Ma non solo. Abbiamo deciso di intervistare Silvia per condividere la sua storia e riflettere sull’opportunità di poter diventare come lei ‘mental coach’ di noi stessi.

Silvia correrà la nostra “Mezza” del 14 aprile p.v.: Genova è pronta per accoglierla al traguardo con un grandissimo applauso.

 

Silvia Forlani

Buongiorno, sono Silvia Furlani, scusate la mia intrusione, mi chiedevo se avreste piacere di avermi alla vostra maratonina come atleta? In attesa vi auguro una bella giornata.

Silvia, questo è stato il messaggio che abbiamo ricevuto per il tramite dell’organizzazione: sei entrata in punta di piedi, scusandoti….e noi ti rispondiamo dicendo che non solo sei la benvenuta alla Mezza di Genova, ma siamo fieri di poterti accogliere tra i nostri atleti e amici.

Innanzitutto un sincero grazie per far sì che possa essere in mezzo a voi. Che vi devo dire, da quasi maratoneta top runner, con il mio personale di 3 ore e mezza e senza un allenamento specifico, a tap runner!!!!

 

Premesso ciò, Silvia, raccontaci cosa significa per te correre, alla luce del pregiudizio per il quale i malati di Sclerosi Multipla dovrebbero essere costretti all’immobilità.

Siccome abbiamo una vita, a mio avviso vale la pena giocarsela. Sono sempre andata al massimo, senza tirar il freno a mano, facendo maratone, maratonine, trial in montagna, deltaplano….per me non esistono i “se avessi”… Si fa, punto e basta. Almeno non mi rimarranno i dubbi.

 

Hai corso maratone importanti quali Berlino, Venezia, Carpi…

Sì e ho visto anche la morte in faccia, essendomi persa per 13 ore alla prima tappa di una maratona nel deserto; coloro che mi hanno ritrovato, Mauro e Rossana, avranno un posto nel mio cuore finchè avrò vita.

Ma tutto serve nella vita per crescere!

 

Nonostante le difficoltà, non hai mai permesso alle difficoltà psicologiche di prendere il sopravvento. Come si arriva a tanta tenacia e caparbietà?

Le esperienze e la corsa mi hanno insegnato tanto; il cammino di Santiago, per esempio, mi ha fatto capire una cosa: se si è positivi, il mondo è con te.

 

Il 2018 è stato un anno veramente tragico per Genova, che ha saputo però rimboccarsi le maniche e si sta dando molto da fare; si potrebbe dire che la nostra città ti assomiglia.

Riguardo al Ponte Morandi posso solo consigliarvi una cosa, prendere esempio dai bambini che cadono e si rialzano.
Voi vi rialzerete più forti di prima. Io lo faccio quotidianamente e adesso che anche voi credete in me, avrò ancora più forza.

 

Silvia, quell’auspicio di “bella giornata” che ci hai regalato nel tuo messaggio, ci è piaciuto molto perché ha il sapore di chi non dà nulla per scontato ed è in grado di cogliere la bellezza della vita. E’ proprio questo modo di vedere l’esistenza che può aiutarci, nonostante tutte le difficoltà, ad essere più felici?

Da soli non siamo niente. Io ho una figlia di 15 anni e un cane. Condividono con me ogni cosa e io sento il loro sostegno. E quelli che credono in me mi aiutano e mi sostengono allo stesso modo.

Grazie di render la mia vita migliore dandomi quest’opportunità.

A tutta l’organizzazione, un abbraccio sincero e… via col vento in poppa!

Niente e nessuno deve fermarci, perché finchè il cuore batte, viviamola tutta, la nostra unica vita!

Vi amo,
Silvia

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